Ambiente

L’oceano va salvaguardato!

La plastica, ormai, è uno dei materiali più utilizzati per produrre oggetti di ogni genere. Ma la plastica, sebbene sia così usata, è uno dei principali materiali che inquinano l’ambiente. Lo sapevi che una semplice busta di plastica, come quelle del supermercato, ci metto tra i 10 e i 30 anni per essere smaltita dall’ambiente?  Per questo motivo è importante saper fare una buona raccolta differenziata, per evitare che l’ambiente intorno a noi venga sempre più inquinato.

Ma, molto spesso, saper fare una buona raccolta differenziata non fa la differenza. Infatti, milioni di tonnellate di plastica vengono smaltite in modo sbagliato e finiscono in mari e oceani. Questo, chiaramente, è un grossissimo problema per l’ambiente e soprattutto per gli organismi che popolano mari e oceani. Spesso, gli animali che vivono in acqua rimangono incastrati in reti, buste e altri materiali plastici senza riuscire a liberarsi. Inoltre, molti pesci confondono piccoli pezzi di plastica con i placton, piccoli organismi galleggianti, e li inghiottiscono. Di conseguenza, una volta pescati i pesci, i pezzi di plastica finiranno sulle nostre tavole.

Secondo alcuni studi, circa 200 milioni di pezzi di plastica sono ora in mari e oceani, che sospinti dalle correnti marine, formano isole super inquinanti di plastica, chiamate dagli scienziati ‘’zuppe di plastica’’. Un noto problema quando si formano queste isole di plastica è la mancanza di ossigeno per coloro che vivono sott’acqua. Infatti, queste grandi masse di plastica si interporrebbero tra i fondali marini e l’acqua sovrastante, e quindi bloccando gli scambi gassosi, che a loro volta regolano l’ossigeno. La più grande isola di plastica si trova attualmente nel Nord dell’Oceano Pacifico.

Per salvaguardare la salute dei nostri oceani, ci sono diversi progetti, tra i quali spicca il progetto Plastic Fish Tower, che ha lo scopo di riciclare tutti i pezzi di plastica che si trovano nell’oceano, aspirandoli.

Il disboscamento: ci siamo mai posti questo problema?

Per disboscamento intendiamo l’abbattimento degli alberi a fine commerciale o per ottenere nuove terre per costruire o allevare gli animali. Ma ci siamo mai chiesti che influenza ha sull’ambiente? Non molti sanno che gli alberi con le loro radici trattengono e rendono più stabile il terreno. Oltre che a un danno ambientale, il disboscamento mette a rischio anche la sicurezza umana. Infatti, è molto elevato il rischio di frane e lo smottamento del terreno in collina. Ma non finisce qui: con la deforestazione si creano degli squilibri climatici ed ecologici.

Tra le foreste più a rischio per la deforestazione abbiamo la foresta Amazzonica, che è vista come un importante risorsa per il pascolo del bestiame, ma anche una risorsa dalla quale ricavare legno prezioso.

In aiuto alla foresta Amazzonica c’è il WWF ( World Wild Fund for Natures), un’organizzazione non governativa che viene in aiuto all’ambiente. Il WWF è presente in molti paesi dell’Amazzonia, con la più grande sede in Brasile, che cerca in tutti i modi di salvaguardare la foresta e i suoi abitanti, fermando gli incendi e cercando il più possibile di salvarla dalla deforestazione.

Insomma, il disboscamento è tutto un giro di soldi. Ma cosa faremo quando la foresta Amazzonica verrà distrutta completamente? Cosa se ne faranno dei soldi se non ci sarà più il principale polmone verde della Terra? Dobbiamo fare tutti qualcosa per salvare il Pianeta. Non resterà più niente se si continuerà così.